Dopo due anni, Coree più vicine: colloqui il 9 gennaio
Marco Guerra – Città del Vaticano
L’ultimo incontro ufficiale tra le due Coree risale al dicembre 2015. Questo dato fa comprendere la rilevanza dei colloqui definiti di "alto livello" che si terranno martedì 9 gennaio, per discutere l’eventuale presenza di una delegazione del Nord ai Giochi Olimpici invernali di PyeongChang (9-25 febbraio) e le opzioni disponibili per poter migliorare i rapporti bilaterali. Un portavoce del ministero dell'Unificazione sudcoreano ha spiegato che i colloqui si terranno nei pressi del villaggio di confine Panmunjom, dove nei giorni scorsi è stata riattivata la "linea rossa" di comunicazione. L’incontro prevede anche lo scambio di documenti.
L'offerta di riaprire un dialogo diretto fra le due Coree era stata avanzata pochi giorni fa da Seul, poco dopo il rinvio delle esercitazioni militari annuali di Usa e Corea del Sud. Le operazioni, da sempre viste come una minaccia da , sono state genericamente riprogrammate alla conclusione delle Olimpiadi come definito dalla telefonata intercorsa tra i presidenti Donald Trump e Moon Jae-in.
Riguardo al ritorno al dialogo tra le due Coree abbiamo intervistato Francesco Sisci, esperto di Estremo Oriente e professore di Politica internazionale all’Università Renmin di Pechino, il quale suggerisce di seguire questo passo con “estrema prudenza” perché “il Nord ci ha abituato a colpi e contraccolpi, aperture e chiusure”.
Tuttavia, secondo Sisci, l’incontro di martedì è il frutto di un “cordone diplomatico” creato interno a Pyongyang dagli Stati Uniti, che sono stati capaci di “allineare tutti i Paesi che hanno rapporti di vicinato con la Corea del Nord”.
Infine, rispetto al possibile esisto di questo tavolo di confronto, Sisci osserva che “sarà già molto se il Nord potesse partecipasse ai giochi invernali” il che significa che ci sarebbe un altro incontro in futuro.
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